MateraGrumentum - Petraglia: "Progetto in divenire ma con idee chiare. Stiamo dando i primi segnali"

Scritto da Roberto Chito  | 
Il presidente Antonio Petraglia, FOTO: SANDRO VEGLIA

"Noi del Grumentum Val d’Agri abbiamo portato a Matera un titolo sportivo pulito. Quindi sappiamo bene cosa abbiamo portato in questa splendida città. In questi primi mesi stiamo dimostrando di voler mettere le radici qui attraverso un progetto sportivo serio, guidato da persone affidabili. Dietro questa società c’è la mia famiglia, che al momento rappresenta gli unici investitori". Sono le parole di Antonio Petraglia, presidente del MateraGrumentum che durante la trasmissione "Bue Fisso" ha analizzato i dettagli di questo nuovo progetto portato nella città dei sassi.

IL PROGETTO: "Questo è un termine che bisogna vedere in divenire perché non è mai qualcosa di definito. Quando si costruiscono dei progetti di qualsiasi tipo si dà sempre un parametro di riferimento. E i cinque anni lo sono. Però, non si tratta di un termine perentorio ma può tranquillamente dilatarsi. Credo che in questi primi mesi lo stiamo dimostrando con fatti concreti. Abbiamo portato un titolo sportivo in una città come Matera che amo profondamente e puntiamo a far bene".

SULLE DINAMICHE: "Il rischio di un fallimento? Così mi invitate proprio a nozze perché professionalmente mi occupo proprio di far scongiurare fallimenti ad imprese ed aziende. Posso garantirvi che a Matera è stato portato un titolo sportivo pulito senza nessun punto oscuro. Ad amministrare ci sono sempre stato io insieme alla mia famiglia".

SULLA GESTIONE: "Oggi, il calcio è cambiato rispetto al passato. Tutte le società sono gestite da alcuni fondi di investimento, e anche quelle che hanno una proprietà hanno cambiato il modo di vedere le cose. Bisogna ragionare bene sui costi-benefici. Società amministrate in questo tipo, ad ogni entrata deve sempre corrispondere un’uscita in modo da non avere problemi di bilancio. E ovviamente, quando si investe bisogna portare a casa dei risultati".

SULLE CATEGORIE: "Posso garantirvi che si spende di più in Serie D rispetto alla Serie C. Nella prima categoria è tutto a perdere. Nella seconda, invece, si hanno a disposizione delle importanti fonti di investimento. Abbiamo visto piazze prestigiose come ad esempio Taranto che per anni hanno disputato la Serie D che è un vero purgatorio".

SULLE AMBIZIONI: "Noi stiamo già parlando di Serie D ma qui dobbiamo prima vincere un campionato di Eccellenza. Matera è una grande piazza dal palato fine. Noi, invece, siamo partiti dalla Prima Categoria e ne abbiamo viste tante in queste categorie, conosciamo le difficoltà. Sappiamo che quest’anno non sarà una passeggiata. La nostra ambizione, ovviamente è quella di vincere e regalare alla città di Matera la Serie C".

SUGLI INVESTITORI: "Questa città è un grandissimo brand. Credo che nel breve tempo potrà guadagnarsi gli ammiccamenti di diversi investitori che oltre al calcio a Matera vogliono investire anche in altri settori".

SULLO STADIO: "Ci sono dei progetti importanti come il restyling. Credo che debba rimanere in quella zona e debba avere lo stesso nome. Parliamo di storia e la storia non si può cancellare. Credo che si possa fare un bel progetto, dedicando aree anche a zone non sportive".

SUI GIOVANI: "Invito il mister ad avere più coraggio e a rischiare di più nell’inserire i giovani in campo. Nella mia idea di squadra c’è un’età media davvero bassa, almeno 20-21 anni, ma si sa che è impossibile. Però, credo che si può davvero vincere dando spazio ai giovani".

SUL MESSAGGIO: "Ai miei ragazzi ricordo loro che sono dei privilegiati. Perché fanno questo, si divertono e regalano emozioni. Lo sport fa crescere intellettualmente e moralmente. C’è una scala di valori e lo sport è un mezzo e non un fine".