Fc Matera - Selvatici si dimostra troppo fiscale: ieri ha sbagliato tutto? Due episodi dubbi, ma non diventino alibi

Scritto da Roberto Chito  | 
Il difensore Carmine Sgambati, FOTO: SIMONE SORRENTINO

In una partita, gli episodi pesano. Ovviamente, parlare dopo un quattro a zero sembra essere inutile. Però, alcune cose possono sicuramente condizionare una partita. E per la seconda volta consecutiva, è accaduto nuovamente al Matera. A Santa Maria Capua Vetere le due reti subite in cinque minuti, mentre ieri l’espulsione di Sgambati e la seconda rete della Cavese in soli due minuti. Centoventi secondi decisivi che probabilmente hanno messo un punto sulla partita del Lamberti.

Ovviamente, il quattro a zero non ha grandi recriminazioni e questi episodi non sembrano aver influito nel lungo. Ma nel breve sì. Perché l’arbitro Selvatici di Rovigo, come preannunciato alla vigilia, si è dimostrato piuttosto fiscale e dal cartellino facile. Quattro ammoniti ed un espulso, in totale cinque annotazioni che mantengono il trend dell’arbitro veneto come uno dei più sanzionatori dell’intera categoria. Sgambati meritava veramente il rosso? Eravamo sulla trequarti campo e l’intervento non è stato assolutamente da ultimo uomo. C’erano ancora diversi metri e soprattutto un altro giocatore biancoazzurro pronto a recuperare. Perché rovinare una partita già qualche minuto prima della mezzora? Non si può nemmeno attribuire al giocatore materano il fatto di essere stato scomposto o troppo precipitoso.

Il calcio è uno sport di contatto, probabilmente ci poteva stare il giallo, il rosso è davvero troppo. Per non parlare del raddoppio della Cavese. Bubas, al momento dell’incornata è qualche metro davanti ai difensori biancoazzurri. La rete era da annullare. Purtroppo, Selvatici non è stato aiutato dai suoi assistenti. Due episodi che hanno sicuramente compromesso una partita già di per sé complicata. Ciò, però, non toglie agli errori della squadra biancoazzurri che devono essere attentamente analizzati. Perché queste defezioni arbitrali non possono diventare alibi.