La pensiamo così - La città guardi al presente, non al passato. Il nuovo progetto non può essere bocciato ancor prima di partire

Scritto da Roberto Chito  | 
I tifosi biancoazzurri, FOTO: MATERASPORT24.IT

Non si può far scontare a persone appena arrivate tutte le delusioni degli anni passati. Il nuovo progetto appena nato dopo anni di buio e di ripartenza dal basso, merita fiducia. E se non si vuol dare fiducia, quantomeno non criticarlo a prescindere. Il calcio materano prova a ripartire e la fusione fra Grumentum e Usd Matera ha dato un bel messaggio a tutta Matera. Già dalla scorsa estate si provava ad imbastire un discorso per unire le forze e unificare la Città dei Sassi sotto un’unica bandiera biancoazzurra. L’obiettivo è quello di ridare a Matera la Serie D, categoria che più rispecchia il valore della Città.

La piazza, però, non può pretendere senza dare segnali. Il buio di queste ultime due stagioni deve essere una lezione da imparare. Gli imprenditori materani hanno sedotto e abbandonato la causa. Si è ripartiti da piccoli imprenditori, persone appassionate che dalla Seconda Categoria hanno trovato linfa per ripartire. La fortuna è stata di aver trovato sulla propria stagione l’avvocato Petraglia che prima ha deciso di portare il suo Grumentum a Matera, per poi avviare il discorso di trasformazione. Idee e progetti che sono chiari fin dalla scorsa stagione. I primi fatti hanno dato ragione a questo nuovo sodalizio che in tutti modi sta provando a trovare una nuova organizzazione, una fase di rodaggio che all’inizio ci sta. Perdersi in futili polemiche quando di fronte si ha una persona che ha deciso di fare calcio a Matera, è davvero inutili. Gli imprenditori materani in tutti questi mesi sono stati sempre silenti.

La storia umana e calcistica di Antonio Petraglia parla chiaro. Perché metterlo sul banco degli imputati se non ha avuto tempo di sviluppare il proprio progetto? Parliamo di una società che ha fuso le proprie origini, trovando una nuova matricola per dar vita al nuovo Matera nel migliore dei modi. La società ha tracciato una strada importante, perché le ripartenze non sono mai facili. L’obiettivo è ritrovare la Serie D e non fare il passo più lungo della gamba. La città, invece, deve definitivamente mettere alle spalle il passato. Sono finiti i tempi in cui si lottava per la Serie D e si andava ad espugnare campi come Salerno e Lecce. Il presente è un altro e se si vuole rivedere il calcio in città bisogna fare i conti con la realtà.

Perché tante piazze sono ripartite dal basso e hanno avuto l’umiltà di calarsi nella nuova dimensione. Inutile chiedere ad una nuova società di andare in Serie C oggi, perché è un discorso prematuro. Da parte sua, il nuovo club può assicurare una programmazione e fissarsi un obiettivo, magari una volta tornati in Serie D. E la città, deve essere pronta a guardare avanti, facendo un salto in avanti a livello di mentalità. Perché un progetto non può essere incentrato sul raggiungimento di una determinata categoria. Adesso è arrivato il momento che anche Matera volti pagina e guardi al presente, senza inutili pregiudizi.