MateraGrumentum - Finamore: "Ci siamo calati nella categoria, la squadra è cresciuta. VeLa? Ecco l'errore da non commettere"

Scritto da Roberto Chito  | 
Il tecnico Antonio Finamore, FOTO: SANDRO VEGLIA

"Non capisco il perché anche quando vinciamo dobbiamo sempre spiegare. Diamo il giusto peso alle cose. In sette partite, questa squadra ne ha vinte sei. Si tratta di un campionato complesso. Se ti chiami Matera, gli avversari non ti mettono il tappeto rosso e ti fanno passare, ma ti fanno sempre la guerra. Dopo le prime partite si diceva che questa squadra si specchiava troppo. Ora che combattiamo non va bene. Non è giusto. C’è stata una crescita importante. Abbiamo cambiato completamente pelle negli ultimi tempi". È il messaggio fondamentale che arriva dalla lunghissima conferenza stampa del tecnico Antonio Finamore, in cui ha sfruttato la vigilia del match contro il VeLa per analizzare diversi aspetti.

SUGLI AVVERSARI: "Il VeLa è una neopromossa con una forte identità di un certo territorio, può beneficiare di una grande coesione. Squadra ben allenata da un bravo tecnico come Giuseppe Alberti. Fanno dell’intensità la loro arma migliore. Domani sarà un po’ la partita che abbiamo sempre disputato in questa stagione. Ci troveremo di fronte una squadra che ti aspetta, provando a toglierti spazi per non permetterti di giocare. Noi dovremo essere bravi a non avere la frenesia di voler sbloccare subito la partita. A volte, questa frenesia ci fa peccare di lucidità sottoporta. Dobbiamo essere bravi ad avere i tempi giusti".

SULL’OCCASIONE: "Vultur-Melfi è un derby, una partita particolare per entrambe. Ovviamente ci torna utile perché qualsiasi risultato maturerà in quella partita ci darà un vantaggio. Poi, questo dobbiamo essere bravi noi a gestirlo".

SULL’ULTIMO MATCH: "A Marconia abbiamo snaturato il nostro modo di giocare. Non abbiamo potuto fare il nostro gioco perché su quel terreno di gioco era impossibile farlo. Però, la nostra organizzazione di gioco ha funzionato perché comunque abbiamo calciato in porta tantissime volte. Il messaggio che arriva da Marconia è che questa squadra si è finalmente calata nella categoria. Poi, nessuno si è ricordato che questa squadra tre giorni prima, a Rionero, contro l’attuale capolista ha giocato ben 90 minuti in dieci disputando una grandissima partita. Un po’ di stanchezza c’era, ed era normale avere un po’ meno lucidità. A Marconia è stata una partita di rimpiattino, non di calcio".

SUL GIOCO: "Ci sono due modi. Ovviamente dipende dal tipo di squadra che hai a disposizione. Quest’anno ho la fortuna di avere tanti giocatori tecnici che bisogna sfruttare al meglio. Il gioco deve essere finalizzato all’obiettivo che è quello di arrivare verso la porta avversaria il prima possibile. Poi, però, leggo che facciamo azioni solo con i singoli. È vero. Però, con squadre chiuse che sono lì ad aspettarci non è mai facile innescarli. Bisogna capire la categoria che si affronta. In Eccellenza ci sono squadre che giocano con dieci giocatori dietro la linea della palla. Nelle ultime partite poi, abbiamo costruito tantissime palle gol. Il problema esisteva se non riuscivamo ad arrivare verso la porta avversaria".

SUL MOMENTO: "Questa squadra vince, lo fa anche soffrendo. Portiamo a casa i tre punti che sono la cosa fondamentale. Sono sempre tre punti in meno rispetto all’obiettivo finale. Poi ci sarà tutto il tempo per essere belli. Prima, però, portiamo a casa il risultato. Il messaggio più importante è che ci siamo calati nella categoria. In diverse partite siamo andati in svantaggio. Poi abbiamo recuperato, e vinto. Se a tutto questo ci aggiungiamo il supporto dei nostri tifosi non ce n’è davvero per nessuno. Però, la critica del tifoso è sempre ben accetta. Questo significa passione. L’indifferenza è brutta. Questa passione, però, facciamola viaggiare insieme".