La pensiamo così - Matera, cambio di mentalità e vero senso di appartenenza: una Città chiamata alla svolta

Scritto da Roberto Chito  | 
I tifosi biancoazzurri in Gradinata, FOTO: EMANUELE TACCARDI

Dobbiamo necessariamente fare un salto indietro nel tempo. Tornare a quella torrida estate 2019 in cui il calcio materano è stato preso letteralmente a pallonate da amministratori poco responsabili e da imprenditori locali che poco hanno avuto a cuore la sorte. Dobbiamo ripartire da qui per goderci il presente e per capire che oggi è davvero “l’inizio di una nuova era”. Sotto tutti i punti di vista. Il primo però, deve portare ad un rapido e radicale cambiamento di mentalità da parte di tifosi e sportivi biancoazzurri.

Oggi bisogna capire quanto è importante ripartire dalla Serie D dopo aver vissuto per tre stagioni le sabbie mobili del calcio regionale. perché eravamo destinati a ciò se l’avvocato Petraglia nel 2020 non portasse a Matera il suo Grumentum. Il Covid poi, ha fatto il resto, rendo meno facile un trasferimento per via di un campionato bloccato. Anche questo, però, appartiene al passato. Con un dettaglio significativo: senza la presenza dell’avvocato romano, oggi staremmo ancora impantanati nel calcio regionale. Per questo Matera deve finalmente guardare avanti e capire che oggi la Serie D è il massimo che questa Città può esprimere. Se si aspetta una manna dal cielo da parte degli imprenditori materani, meglio cambiare sport. Ormai è un film già visto. Nonostante ciò, il progetto va avanti. Perché Petraglia ha dimostrato di cosa è capace di fare. Si è presentato alla Città dei Sassi in maniera serie, ha praticamente vinto il campionato di Eccellenza e ha riportato in vita il nome Football Club Matera, al quale grandi e piccolo sono sentimentalmente legati. E adesso arriva il difficile. Perché sappiamo bene che il tifoso non ha mai la pancia piena e che vuole sempre chiedere di più.

Sicuramente, dopo il ritorno in Serie D in molti ripenseranno a quella Serie C, chiedendo un’altra stagione da protagonisti. Purtroppo, o meglio, per fortuna non sarà così. Perché nel calcio nulla si può improvvisare. Bisogna fare i conti con determinati budget e stare attenti a non sforarli. Non ci vuole nulla a passare da un anno da protagonisti ad un altro doloroso fallimento. E questo, Petraglia ha sempre detto che non succederà. Il massimo dirigente è stato chiaro. Matera merita una Serie D di tutto rispetto ma oggi non ci sono le condizioni per poter puntare in alto. L’avvocato romano in Eccellenza si è presentato con una corazzata che aveva un budget da Serie D, riportando il calcio materano in un torneo nazionale. E soprattutto portando il proprio titolo sportivo sull’altra sponda della Basilicata. Ecco, Petraglia ha dato molto alla Città dei Sassi in questi primi anni. Adesso è arrivato il momento che la città dia un primo segnale al massimo dirigente. Quale? Che ognuno faccia la propria parte.

Perché il Matera è soprattutto della gente e dei tifosi che sono chiamati a rispondere presenti allo stadio durante le partite. Non si tratta di “elemosinare” o quant’altro ma solamente di chiedere un contributo alla città. Perché se aspettiamo gli imprenditori materani, possono passare altri anni senza che nulla cambia. A volte, non si può giocare sempre per vincere. Bisogna anche accontentarsi si partecipare e soprattutto di ben figurare. L’importante è che il Matera resti nel tempo e non fallisca nuovamente tre due-tre stagioni. Perché accade questo quando si fa il passo più lungo della gamba e non si ha un piano di rientro. Dunque, meglio goderci il presente che si chiama Serie D, torneo che nulla ha da invidiare alla Serie C, manifestando un cambio di mentalità e soprattutto quel senso di appartenenza verso i colori biancoazzurri che può fare la differenza in questo momento.